Prima Roberto aveva un locale in franchising con la catena Videovip, poi, all'improvviso, la decisione di mettersi per conto proprio. "Ero giovane quando ho scelto di fare da solo - spiega - Mi è andata bene e ho continuato. Quando sei in una catena di negozi, non hai grande libertà decisionale. Devi accettare le regole e, spesso, mi rendevo conto che film che avrei voluto avere non mi venivano inviati. Allora, fatti due conti, ho mandato tutto all'aria e ho cambiato pelle e, soprattutto, non mi sono mai pentito".
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I film che noleggiate li vedete tutti?
"Direi di sì, anche perché, ad esempio, il sottoscritto si guarda un paio di film a sera, dopocena. Aggiornamento professionale".
Tre film che porterebbe con sé su un'isola deserta.
"L'attimo fuggente, Harry ti presento Sally e Seven".
E Andrea Giuntini cosa porterebbe con sé?
"Le pagine della nostra vita, I ragazzi della 56^ strada e Braveheart".
Il vostro locale è il primo del genere a Lucca?
"Esattamente. Volevamo essere i primi a cogliere questa opportunità e occupare uno spazio lasciato libero e che in altri Paesi aveva avuto un certo successo".
Roberto e Andrea hanno in comune anche un'altra passione dopo quella del grande schermo: la Lucchese.
"Vero - racconta Roberto - Io sono tifoso da quando avevo sei anni e mio padre mi portava allo stadio. La gara più emozionante? Ricordo un Lucchese-Prato del 1990, ero in tribuna con mio padre e la Lucchese segnò un gol al 92': ci lasciai il cuore su quella ringhiera".
Quante partite ha visto da allora?
"Cinquecento? O giù di lì".
La più grande delusione da tifoso rossonero.
"Due: la prima la sconfitta con la Triestina nella finalissima per la serie B; la seconda il fallimento dell'estate 2008".
Favorevole al restyling del Porta Elisa?
"Appoggiavo di più San Donato per mille motivi a cominciare dal caos che già adesso c'è intorno all'impianto e che, aumentando, comprometterà una certa tranquillità".
Andrea, qual è la sua formazione tipo della Lucchese di questi ultimi anni?
"Pinna, Fiondella, Gaiardi, Pascucci, Piciardelli, Savian, Paci, Scarpa e Simonetta".
E per Roberto?
"Io sono rimasto legato alla squadra che mi ha fatto sognare la serie A: Galli, Vignini, Fiondella, Pascucci, Monaco, Montanari, Di Stefano, Giusti, Paci, Donatelli e Simonetta. Se non ci fossero stati gli infortuni di Monaco, Donatelli e Simonetta saremmo saliti in serie A. A parte il fatto che, probabilmente, la società non era nemmeno preparata per il salto".
Quale posto occuperà la Lucchese di Favarin a fine stagione?
"il quinto posto"

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